Abbronzatura: curiosità da sapere per una tintarella perfetta

Mangiando carote ci si abbronza di più e meglio? Con la protezione rischiamo di rimanere bianchi come dei fantasmi? Il sole fa male anche attraverso il finestrino dell’auto? Sotto l’ombrellone ci possono raggiungere i raggi Uv?

Le leggende metropolitane sulla tintarella, che a detta di buona parte della popolazione mondiale rende tutti più attraenti, sono moltissime e spesso inducono in errore esponendo i mal informati a seri rischi per la salute. Innanzitutto mangiare tante carote non fa abbronzare di più ma le sostanze contenute nei cibi arancioni come anche la zucca fanno benissimo alla pelle.

tintarella perfettaIn secondo luogo prendere il sole senza protezione è molto pericoloso ma anche scegliere la protezione sbagliata può essere un problema. È importante dunque, al momento dell’acquisto, leggere con cognizione di causa le etichette. SPF, per esempio, sta per Sun protection factor (fattore di protezione solare).

Questo numero indica la capacità dei filtri solari di proteggere dalle radiazioni UVB, le più pericolose, perché responsabili delle ustioni cutanee. Per calcolare il fattore di protezione cutanea, vengono confrontati i tempi di arrossamento di pelli protette da creme solari e pelli non schermate.

La crema giusta per ciascuno di noi è quella che, alla fine della giornata, ci avrà fatto assumere un colorito più vivo senza aver fatto arrossare la pelle. La maggior parte dei dermatologi, ad ogni modo, raccomanda creme con un SPF di almeno 30, meglio se resistente all’acqua (proteggono fino a 40 minuti “a mollo”). Questo valore, tuttavia, non dice nulla sulla protezione contro i raggi UVA, che penetrano in profondità nell’epidermide facendole perdere elasticità e causando le rughe.

Anch’essi contribuiscono al rischio di tumori cutanei. Per questo è meglio scegliere filtri solari “ad ampio spettro”. Chi deve proteggersi di più dal sole? Sicuramente chi ha un fototipo uno o due, chi ha molti nei, lentiggini o ha capelli o peluria rossi. Anche chi eredita un solo allele (quindi il gene variato da un solo genitore) e non ha necessariamente i capelli rossi, è comunque a maggior rischio di danno solare e quindi di tumori rispetto a chi invece non è portatore di queste varianti.

L’abbronzatura, come noto, è il metodo con cui la nostra pelle si difende dal sole, che è potenzialmente molto nocivo, per cui l’esposizione va sempre centellinata. Il sole, infine, può essere nocivo anche per gli occhi; gli effetti più frequenti sono la fotocheratite e la fotocongiuntivite, che possiamo paragonare a una vera e propria scottatura degli occhi.

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