Come cambiare i propri bitcoin in euro al bancomat

Come cambiare i propri bitcoin in euro al bancomat

È possibile cambiare i propri bitcoin in euro attraverso un bancomat? La risposta è positiva, anche se in Italia gli sportelli automatici che consentono una simile operatività sono ancora piuttosto pochi, pur in crescita. Ma come funzionano? Quali sono i vantaggi che potrebbero garantire? E quali sono i meccanismi di sicurezza che vi permetteranno di godere di ogni tutela nelle operazioni di acquisto e di vendita delle vostre criptovalute preferite?

Per poterne sapere di più, non possiamo che prendere spunto da quanto sta accadendo in questi giorni a Milano, dove al Talent Garden Calabiana, in via Arcivescovo Calabiana, è stato installato uno sportello bancomat che consente di acquistare bitcoin e altre criptovalute, in cambio di euro. Predisposto dalla Chainblock, un’azienda italiana operante nel settore bancomat per criptovalute, il dispositivo potrebbe presto essere installato anche in altre zone e città, evidentemente interessate a poter disporre di un servizio pratico ed efficace per poter convertire euro in valute virtuali, o viceversa.

Per comprendere il funzionamento di questo sistema abbiamo domandato qualche informazione agli amici di https://www.criptovalute24.com, che ci ricordano innanzitutto come attraverso lo sportello automatico di Chainblock sia possibile non solamente cambiare euro in bitcoin (o viceversa) quanto anche effettuare transazioni in Ethereum o Litecoin, altre due criptovalute a rapido tasso di crescita e di diffusione in tutto il mondo.

Per quanto concerne il funzionamento in un termine di maggiore dettaglio, in realtà il bancomat ha un meccanismo del tutto simile a quello di un vero e proprio bancomat, ma con qualche particolarità che dovrebbe rendere la sua fruizione più sicura, nell’interesse dell’utente.

Innanzitutto, al primo approccio con il dispositivo occorrerà effettuare una breve fase di registrazione, inserendo il numero di cellulare, scansionando il documento di identità e sottoponendosi a una foto del proprio volto. Per ogni transazione effettuata con lo sportello automatico si riceverà inoltre una password temporanea inviata direttamente al numero di cellulare inserito in fase di registrazione, e occorerrà ulteriormente far leggere il codice QR legato al proprio wallet (il portafoglio digitale che contiene le proprie criptovalute) per poter inserire i propri contanti nel bancomat.

Complessivamente, l’operazione di cambio di euro in bitcoin o in altre criptovalute impiega qualche minuto di tempo, con un meccanismo che dovrebbe garantire la piena sicurezza dispositiva.

E i costi? Le commissioni per poter acquistare criptovalute in questo modo così pratico sono pari a circa il 7-8% del transato che, comunque, sembrano essere compensate non solamente dalla possibilità di poter effettuare una tale transazione in maniera così diretta, quanto anche della possibilità di poter conservare le criptovalute in una wallet card fisica, una sorta di carta di credito che potrà essere mantenuta all’interno del proprio portafogli e che servirà a contraddistinguere il proprio wallet, conferendo l’impresione di avere a che fare con uno strumento meno intangibile di quanto possa pensare.

A questo punto, non resta che comprendere quale potrà essere la diffusione di questi strumenti di “cambio”. Sarà un successo o la tendenza alla fruizione dei bancomat per le criptovalute è destinata a rimanere una nicchia?

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