Ecologia e clima: l’Italia approva l’Accordo di Parigi

Ecologia e clima: l’Italia approva l’Accordo di Parigi

È arrivato finalmente anche il turno dell’Italia: il Senato ha dato il via libero definitivo al disegno di legge di ratifica dell’Accordo di Parigi, ovvero il trattato internazionale sui cambiamenti climatici nell’ambito del quale ogni Stato assumerà, a partire dal 2020, impegni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

La decisione del Senato arriva poco prima dell’apertura della Conferenza sul Clima (Cop22), che si terrà a Marrakech dal 7 al 18 novembre, in un momento di grande svolta per quanto riguarda la lotta a favore del clima, svolta dovuta soprattutto all’accelerazione impressa da Cina e Stati Uniti con l’annuncio congiunto della ratifica dell’Accordo al G20 dello scorso settembre.

ecologia e climaPer la prima volta le due principali economie responsabili dell’attuale crisi climatica, prendono la leadership dell’azione climatica globale impegnandosi ad agire subito senza attendere il 2020, come concordato lo scorso dicembre a Parigi. Durante Cop22 si parlerà proprio di questo: l’accelerazione voluta dalle sue superpotenze ha cambiato non poco le carte in tavola e sta portando a una revisione dei primi impegni sottoscritti a Parigi, ritenuti adesso inadeguati a centrare l’obiettivo ambizioso di contenere entro la fine del secolo l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia critica di 2°C e di mettere in atto tutti gli sforzi possibili per non superare 1.5°C.

L’Europa dovrà pertanto arrivare a Marrakech con un piano per l’aumento dell’attuale impegno, in modo da poter giocare concretamente un ruolo di leadership nel processo di revisione previsto per il 2018. L’Unione europea – in coerenza con l’Accordo di Parigi – deve ridurre le sue emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile.

Secondo il Rapporto di Ecofys per il Parlamento europeo, solo con il raggiungimento congiunto degli obiettivi del 30% di rinnovabili e del 40% di efficienza energetica si realizzerebbe una riduzione delle emissioni climalteranti del 54%. In Europa ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. Abbiamo già un trend di riduzione delle del 30% al 2020. Rivedere l’attuale impegno del 40% è pertanto possibile senza grandi sforzi e con un impatto positivo sull’economia europea.

Non è più il tempo del rinvio, ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni, serve subito un forte segnale dall’Europa. A partire da Marrakech, dove deve riconquistarsi con i fatti la storica leadership ormai in declino. L’Italia abbia il coraggio di dare un segnale forte e di cambiamento dimostrando di essere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *