Euro – Franco svizzero, meglio investire al ribasso?

Il cambio euro – franco svizzero è destinato a deprezzarsi o no? Quale sarà la tendenza evolutiva di uno dei cross valutari preferiti dagli investitori europei (e non solo)? Se avete già consultato il sito internet http://www.investimentisicuri24.com/investire-in-franchi-svizzeri/, un fondamentale punto di riferimento per l’investimento in franchi svizzeri, dovreste già saperne a sufficienza. Se invece volete avere un rapido riassunto di quello che dovreste tenere in considerazione, non vi resta che leggere oltre!

Un 2017 condizionato dagli eventi politici

euro franco svizzeroPer cercare di interpretare quel che potrebbe essere l’andamento del franco svizzero nei confronti dell’euro, non si può che cercare di dare uno sguardo attento al calendario di eventi politici, fittissimo nel corso del 2017, e che potrebbe andare a influenzare in maniera notevole il corso valutario delle due monete (e forse ancora di più di quel che potrebbero fare le gestioni monetarie delle rispettive banche).

Non sottovalutare SNB e BCE

Naturalmente, il fatto che il cambio sia visibilmente esposto alle intemperie politiche, non deve far passare in secondo piano che a tirare i fili del cross saranno ancora una volta la SNB e la BCE. In particolar modo, la Swiss National Bank sembra avere la chiara intenzione di mantenere la sua politica espansiva, valutate anche le incertezze che continuano a conservarsi in modo tenace all’interno dell’Eurozona. È dunque possibile che il franco possa integrarsi con prospettive di mantenimento di tassi di interesse in territorio negativo, ancora per un po’ di tempo.

Una simile mossa, se confermata, permetterà alla SNB di contribuire al supporto della ripresa dell’economia nazionale, in un quadro in cui il franco svizzero è giudicato ancora troppo forte. Attenzione, in merito, ai rapporti con gli Stati Uniti: se la Fed manterrà il ritmo del rialzo dei tassi promesso, sarà una buona notizia per i territori elvetici, considerato che significherebbe il mantenimento di un buon ritmo di crescita globale.  Alla luce di ciò, è possibile che il franco possa subire delle pressioni al ribasso per tutto il 2017.

Tra gli altri elementi di contesto che potrebbero influenzare il cambio, rammentiamo ancora una volta l’attenzione che deve essere sposta nei confronti del calendario elettorale (Olanda, Francia e forse Italia) nel 2017, che saranno dei banchi di prova per la sostenibilità dell’Eurozona e per la moneta unica, vista la crescente rilevanza che stanno assumendo i movimenti populisti e indipendentisti.

In tale quadro, la BCE dovrebbe proseguire la sua rotta con il pilota automatico, visto e considerato che a fine 2016 ha tracciato la rotta per l’intero 2017, con un QE ridotto. Nella seconda parte dell’anno è tuttavia probabile che si inizi a parlare con maggiore insistenza di tapering e, dunque, di un concreto ritorno alla normalizzazione, soprattutto se gli indicatori (crescita economica, inflazione) dovessero iniziare a fornire tangibili segnali di miglioramento.

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