Pubblicato il: 31 marzo 2011
Tematica: Nucleare, Territorio
Tag: basilicata,fotovoltaico,guerra fredda,irsina,jupiter,matera,missili,nucleare,nuke,olachannel,tolve
Missili Jupiter a testata nucleare puntati verso l’Est, in dotazione dell’Aeronautica Militare Italiana facente parte della 36^ Aerobrigata Interdizione Srategica. Le basi erano 10, di cui due in Basilicata: a Matera e a Irsina (però quest’ultima ubicata nel territorio di Tolve). I Jupiter erano equipaggiati con testate all’idrogeno con una potenza di 1,44 megatoni; posizionati nelle basi italiane e successivamente smantellate dopo la decisione del 1962 in seguito alla crisi di Cuba. Ma molti sostengono che i missili furuno smantellati definitivamente solo agli inizi degli anni ’80. Le videocamere di Ola Channel si sono recate nell’ex base missilistica n.8, ai confini di Irsina, per testimoniare e ricostruire memorie di tempi bui, di guerra fredda, che avrebbero potuto cancellare le nostre vite. E la nostra visita ha portato ad una interessante scoperta, una trasformazione che pone ai giorni nostri profonde riflessioni.
Choose the way you would like to be notified for latest posts.
Share this with your friends.
del.icio.us
Digg
Facebook
Mixx
Reddit
Stumbleupon
Technorati
Twitter

© 2012 | OLA Channel. Un progetto della OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista).
Leggo con piacere la correzione che Ola Channel ha ritenuto di fare in merito alla questione Base missilistica n.8 di Irsina. Tutto ciò non può che rendere merito alla Vs. serietà d’intenti circa una corretta informazione sul tema. Non mi costa nessuna fatica sapere che la rampa è in territorio di Tolve. Lo sapevo. Io ed altri ne eravamo a conoscenza e, come me, molti irsinesi e… sin dal principio. Noi non lo abbiamo scoperto nel 2010 o ’11.
Ciò che ci rimane oggi, non solo a noi di Irsina e di Tolve, ma anche degli abitanti di tutto il territorio delle 10 basi di tutta quella vicenda è un fardello pesante. Infatti il problema non è dove si trova (e si trovava)la rampa di lancio della Base n.8 ma è ben altro: l’essere stati protagonisti, inconsapevoli, di scelte e strategie politico-militari, che scavalcarono le istituzioni locali.
I sindaci di quei paesi non sapevano esattamente cosa fossero quelle basi. Nessuno di loro lo sapeva esattamente. Qualcuno si avventurò nel prospettare un movimento economico che sarebbe ricaduto sulle attività locali che non ci fu mai: le basi erano quotidianamente servite , con gli elicotteri, delle derrate necessarie direttamente dal Comando di Gioia del Colle. La gente non poteva sapere di più di quanto sapevano i loro primi concittadini.
Nel corso della crisi di Cuba, secondo la fede politica, si tifava per il popolo a stelle e strisce o per il popolo del patto di Varsavia. Dove, come a Irsina, la fede politica era spostata decisamente a sinistra, si tifava per il sommergibile sovietico diretto verso Cuba con il suo carico mortale.
Niente lasciava presagire che ove quel sommergibile non avesse fatto marcia indietro, i missili nucleari sovietici avrebbero colpito proprio il nostro territorio, delle 10 basi, come obbiettivo primario.
Le considerazioni da fare sono tutt’altro che quelle sin’ora affrontate. Né si trattava di campanilismo da parte mia, ma di calibrare meglio la sostanza che riguardava la presenza delle 10 basi missilistiche di Puglia e Basilicata.
Grazie per l’ospitalità
Cordiali saluti
Sig. Basile,
visto che lei insiste abbiamo “corretto” il titolo della descrizione al seguente video. Devo ammettere che Lei davvero non si da pace per questa questione. Le carte storiche dicono che è Irsina, va bene, ma la geografia del territorio racconta che la base è nel territorio di Tolve. Spero che ammetta almeno questa verità.
Cordiali saluti e torni ad essere sereno.
Vito L’Erario
Producer Ola Channel
Non esiste una base di Tolve.
Con questa impostazione “Jupiter, l’ex base missilistica di Tolve”, Olachannel stravolge le conoscenze in merito a tutto quel fenomeno iniziato nel 1957 e completato nel ’61 ovvero la costruzione delle Basi missilistiche Nato in territorio di Puglia e Basilicata che furono operative fino al 1963.
Ho cercato vanamente di spiegare che il filmato che fate vedere, mostra la postazione di lancio o rampa di lancio della Base n. 8 di Irsina.
Non esiste una Base di Tolve.
Infondete negli occasionali visitatori del Vostro sito certezze fuorvianti.
Uno di questi, con tono professorale, mi ha detto: “…tu hai torto la Base cade in territorio di Tolve.” Ed io di rimando ho dovuto spiegare quello che sopra anche Voi potete leggere.
Spero che i visitatori del Vostro sito vengano informati nella maniera più corretta possibile.
Cordiali saluti.
Leggo nello scritto del signor Papapietro delle cose perfettamente condivisibili che riguardano tutto l’argomentare dei tre quarti dello stesso. Infatti , non deve trattarsi assolutamente di campanilismo. E’ scivolato spesso in questa piega e, ahimè, sembra che solo di questo si tratti. Dal punto di vista degli strateghi militari americani e, diciamo…italiani, del tempo, questo era l’ultima delle preoccupazioni. Da parte nostra, oggi, non possiamo perderci in altre considerazioni che non siano analoghe a quelle strategie; dunque la base 8 non ci interessa più dove si scelse di ubicare ma che cosa rappresentava insieme alle altre nove. Le considerazioni, di natura geo- politica del tempo e ambientali di oggi sono quelle alle quali, inevitabilmente, la scoperta di questa pagina della guerra fredda, ci chiama a fare le nostre considerazioni.
Ed è per questo che condivido con lei che non di problema territoriale si tratta ma di questione che richiama alla mente tutte le prevaricazioni compiute a spese di indigeni colonizzati. Quegli stessi indigeni che, con una consapevolezza diversa e con una rappresentanza politica diversa, dissero NO, qualche anno fa, alla scelta di Scanzano come sito unico delle scorie nucleari italiane.
Da un punto di vista ambientale, lei perora nell’ultima parte della sua opinione per quel luogo, qualcosa che non può essere condivisibile, che reputo sbrigativo, disinvolto, offensivo. Semmai, considerato lo status quo, l’indirizzo da praticare è tentare di inserire la base 8 nel percorso della memoria progettata per i siti pugliesi. Perché vede, le tele, le chiese, i palazzi nobiliari, gli edifici medievali, furono testimonianze di classi agiate, espressione di potenza e ricchezza che mai parleranno della gente comune e della quotidianità magra che quelle vissero.
Lo stesso sito 8, insieme a tutti gli altri, è testimonianza di potenza senza freni… di muscoli. Quando andiamo a visitare luoghi prestigiosi, chiese, monumenti, siti archeologici, o pergamene e incunaboli, esse sono sempre espressione di potenza e ricchezza o no? Perché lei vuol demolire qualcosa che alla gente comune appartiene se non altro per quello che non è mai accaduto… per fortuna?
Capisco il suo punto di vista ma la base di Tolve non ha lo stesso impatto mediatico del famoso palazzo di Hiroshima. Se la base fosse trasformata in un luogo turistico non ci andrebbero più di 10-20 persone l’anno a macchia Orsini (e non Orsino come precedentemente scritto). Con la trasformazione in impianto fotovoltaico si risparmieranno tonnellate di anidride carbonica immesse nell’aria, il comune di Tolve incasserà 200.000 euro all’anno per 20 anni, soldi che potranno servire a migliorare il paese e, perchè no, contribuire ad una sensibilizzazione dei giovani lucani ai temi della pace e della cultura ambientalistica.
La memoria non va mai cancellata. Quello che è accaduto con la guerra fredda serve da monito alle nuove generazioni. Ricordiamoci Hiroshima e Nagasaki, quello che è stato. Quindi, secondo me, quelle torrette non vanno abbattute ma raccontate, proprio perchè è importante tenere bene a mente cosa abbiamo rischiato in quell’epoca. Io non ero nato, sono nato, ma non avrei mai potuto nascere.
Non capisco tutta questa acredine del signor Basile, non capisco questo sciocco campanilismo di provincia per cui persone di certa ed inequivocabile intelligenza si confrontino con tanta animosità su questioni di lana caprina. Tolve ed Irsina distano una trentina di chilometri, cioè la distanza che c’è tra due quartieri di Roma che pure si considerano appartenenti alla stessa città, hanno condiviso la stessa storia ed orgogliosamente ne testimoniano le bellezze. Tolve ed Irsina ricadono nello stesso territorio in cui, malauguratamente, la NATO decise di installare la base missilistica. Territorialmente la base è stata costruita a Tolve, quel terreno apparteneva al demanio nel territorio di Tolve quando fu individuato per la scelta della base missilistica, ed ancora oggi il territorio è tolvese. Basta consultare i documenti conservati negli archivi del Comune di Tolve per risalire alla verità, basterebbe consultare i parenti degli amministratori del tempo per conoscere aneddoti. Da bambino, quando ancora c’era la guerra fredda, lo frequentavo e quelle torrette mi mettevano i brividi. Ma cosa cambia, signor Basile? Crede che Irsina acquisti prestigio se si riconoscesse che era la sede della base? Mi perdoni, ma assomiglia ad un accapigliamento infantile per stabilire a chi appartengono i giochi, svilisce i contenuti delle testimonianze e non arricchisce nulla e nessuno. Per quanto riguarda le testimonianze orali della presenza militare a Tolve potrei portargliele io, i miei parenti, le persone che hanno vissuto quell’epoca, ma non cado nel Suo gioco perchè non lo trovo interessante. Tolve ha una storia ed una tradizione di cui gloriarsi che prescindono da due ruderi di modernariato trasformati in stalle prima ed in impianto solare poi. Irsina altrettanto. Per questo, signor Basile, deponga quel fucile di legno. Abbiamo corso tutti pericoli incalcolabili ospitando quelle armi di morte, ora plaudo alla trasformazione in impianto solare, anzi vorrei che simbolicamente quelle torrette fossero abbattute e che di quella sinistra presenza non se ne conservi che un labile ricordo. Tolve ed Irsina sono due comunità vicinissime, che non devono spartirsi degli stracci, smettiamola con questi campanilismi, fanno sorridere chi ci guarda da lontano e impediscono una promozione comune del territorio. Preferisco che nessuna faccia turismo andando a visitare la base missilistica di Tolve, preferisco che vadano a vedere le tele conservate nelle chiese, i palazzi nobiliari, gli edifici medievali, il centro storico, le testimonianze di una comunità in pace.
Sig. Bavusi,
Condivido pienamente l’obbrobrio perpetrato su quel sito della memoria. La mia è, come dire, una distorsione professionale dal momento che il Restauratore, nel corso del suo lavoro, obbedisce ad un primo principio che è quello della Conservazione del manufatto, qualunque esso sia. Poi, se proprio questa fase non è sufficiente alla restituzione visiva in un ambiente espositivo, deve intervenire anche manualmente , possibilmente nascondendo il suo intervento: il soggetto deve essere sempre e solo il manufatto ecc.
A pensarci, per un attimo, noi eravamo seduti su un arsenale apocalittico. La storia ci consegna questo dato terrificante oggi, dopo che sono statti aperti alla visione tutta la documentazione secretata per un cinquantennio e la loro diffusione attraverso i vari media. A tale proposito il lavoro fatto da Torre di Nebbia è assolutamente eseguito su quei documenti; a scorrere le sue pagine non troverà commenti né di chi scrive né della redazione, fatta eccezione per la presentazione. Sono tutti documenti storici, anche di giornali ecc. E’ un lavoro che rende pubblica tutto il marchingegno politico-militare dei governi Italiano e Statunitense .
La gente di quei 10 paesi rimane oggi, instupidita, scioccata, senza parole. La stessa che aveva vissuto come un fatto, quasi folcloristico ( legga pure indigeni ) vedere ogni giorno gli elicotteri , la ronda della VAM, le camionette degli avieri e, soprattutto, un’aura di mistero…e così via.
Voi invece, sito ambientalista e di difesa dell’ambiente, spostate le attenzioni su altro: che la base 8° si trova in territorio di Tolve…., e che, erroneamente, è riportata come Irsina. E come se ne esce fuori se questi sono i presupposti. Dove mettiamo il vissuto a Irsina? Ma non vi interessa avere una storia da ricordare, raccontare. E quand’anche si stabilisse che quello fosse anche all’epoca territorio di Tolve, territorio di Tolve non era per gli americani, o meglio, cosa se ne fottevano codesti a chi appartenesse Macchia Orsino. Loro scrissero Irsina perché a Irsina vi era il comando di quella base.
Non saprei cos’altro dirvi.
Questa mattina, andando a zonzo in internet mi sono imbattuto sul filmato consigliato dal mio precedente interlocutore; ho appreso della ditta Energy Italia 01, ho seguito le indicazioni per recarmi e, scandalizzato dalla disinvoltura con la quale si devasta un sito storico, per davvero, ( né di Irsina né di Tolve) ho postato, per professione : “Sono esterrefatto! L’impianto è stato costruito su una ex base missilistica, la n.8° di Irsina, delle 10 complessive, su area ricadente nel territorio di Tolve, del sistema PGM-19 Jupiter operante tra il 1961 e il 1963. Per queste basi, dislocate tra Puglia e Basilicata in Italia, si ebbe la crisi dei missili russi a Cuba…. Cioè un’area storica, della memoria collettiva. Sono basito, non riesco a capire…”
Come ben si evince io non sono assolutamente contro gli ambientalisti, per altri versi, essendo Restauratore Conservatore di un bene culturale, sono decisamente ambientalista per quanto riguarda il paesaggio che bene culturale è altrettanto.
Con i militari, e chiudo, i patti erano chiari a priori: non si doveva parlare del loro lavoro, pena la sconfessione della stessa amicizia. Avevano tra l’altro ordini molto severi al riguardo. Gli amici dei militari , due o tre, si contavano sulle dita di una mano. Essi non frequentavano nessuno: era, anzi, tassativo che lo facessero.
saluti
Sig Basile
Lei continua a far riferimento a quelle che chiama verità storiche, ma non spiega perché oggi quella base missilistica ricade nel comune di Tolve. Ritiene sbagliato che le ponga questa domanda?
Spesso alcune “verità” storiche vengono messe in chiaro da particolari che lei invece non vuole prendere in considerazione, per motivi che mi perdonerà, non comprendo.
Nelle carte americane che Lei cita, o meglio nel libro che lei indica, credo si parli di località Amendola e non di Macchia Orsini. Delle due l’una: o si tratta di un errore del comando americano che potrebbe anche essersi sbagliato, oppure qualcosa non quadra nell’attuale toponomastica dell’ ubicazione. In merito un amico che ha scritto un libro consultando carte dell’ultima guerra di fonte americana in merito alla ricostruzione delle vicende dell’aereoporto militare di Venosa mi riferiva che attraverso rilievi sul campo delle località con il metal detector per rintracciare gli aerei caduti o abbattuti spesso erano diverse da quelle indicate dai comandi militari americani (ogni pezzo d’aereo veniva contrassegnato da un codice e pertanto la tesi del mio amico va accettata e non confutata). Lui ha usato il metal detector. Cosa avrebbee dovuto fare? attenersi alle verità orali ed i documenti americani o provare a comprendere meglio? Il suo lavoro é stato apprezzato – forse non lo sa – dai pochi reduci viventi americani combattenti e dai parenti di reduci e dalle stesse autorità militari americane. Non vedo perché il video della Ola può sconvolgere verità storiche. Semmai può essere utile a capire meglio, stimolare l’attenzione e la curiosità dei testimoni locali con i quali lei dice di aver parlato e con i quali le propongo di organizzare una serata, approfondendo aspetti e relazioni locali e chissà anche trovando qualche documento in più sulla questione dei missili nucleari che invece le autorità italiane (non americane si badi)tenevano a non far conoscere.
Perché non prova a confutare il video partendo da questo dato?.
Le carte IGM indicano che la base si trova (attualmente) nel comune di Tolve (lei rifiuta invece questa verità).
Era così anche all’epoca della sua realizzazione? Per me la storia può essere anche riscritta attraverso l’uso di una strumentazione più moderna ed attendibile delle verità orali, pur importanti,di Irsina.
Le appare davvero così irritante ed offensivo il video? Per me non lo é. Anche i libri possono essere riscritti accettando altre verità. Esistono numerosi esempi in proposito.
Non conosco la sua età. Dal linguaggio che usa però mi sembra sia giovane, animato da interesse storico. Se così non é lo consideri un complimento. Altrimenti accetti qualche critica che personalmente penso giustificata, per il tono da lei utilizzato nei confronti di quanti dedicano tempo con passione. Il video, secondo me documenta due orrori, anche se non paragonabili e commensurabili tra loro. L’orrore attuale dato dall’occupazione di quello spazio della memoria che forse andrebbe contestualizzato meglio, dato dall’impianto fotovoltaico che qualcuno ha autorizzato in modo assolutamente sbagliato in quel luogo che giustamente lei definisce spazio della memoria (parlai tempo fa con l’ex soittosegretario all’Ambiente, ON Marchetti su cosa é stato fatto in Puglia e che in Basilicata nessuno ha invece proposto). L’orrore dell’epoca, che vedeva testate nucleari che forse molti di quei protagonisti che mostra di conoscere nemmeno sapevano esistere all’epoca, o se a conoscenza, di valutarne il mostruoso potenziale distruttivo.
Mi sembra che le cortine della guerra fredda debbano essere diradate da partendo da queste due angolazioni seguendo un metodo scientifico. Forse capiremmo molte più cose di quelle che ieri non erano note e di quelle che oggi continuano ad essere negate per qualche motivo che non conosciamo. Grazie comunque per il suo stimolante approccio. Forse dovrebbe smussare qualche certezza per un ragionevole dubbio se vuole che dalla nostra storia possiamo apprendere. Anche dagli errori (e non solo dagli orrori). Saluti
Al sig. Gianni,
lei ha un tono redattivo (da redazione) e non la voglio deludere. Io non devo presentare documenti, sarei arrogante, a fronte di tutta la documentazione “liberata” , 1997 credo, dal segreto militare, degli atti dell’Amministrazione Americana e Italiana del tempo inerente il Sistema PGM-19 Jupiter. Basta e avanza.
Non mi interessa vedere il video che mi consiglia. Guardi facciamo prima, si procuri e legga: “ La Murgia nella Guerra fredda. Dai missili atomici agli Itinerari di pace.” Ed. Centro Studi Torre di Nebbia, Altamura 2008. €. 12.0
Io, nonostante abbia vissuto a stretto contatto con qualche militare del Comando di Irsina, raramente passeggiato, spessissimo giocato insieme e contro, fatto qualche fotografia con qualcuno di loro, ho ritenuto di comprare quel volume, visto una mostra dedicata a quegli eventi, sempre organizzata dal Centro Studi Torre di Nebbia di Altamura, credo nel 2006/7.
Ove lei dovesse capitare a Irsina, non si sa mai, basterà chiedere al primo che incontra e domandargli dove fosse ubicato il Comando dell’aviazione degli anni ’60, chiedergli notizie della pista di atterraggio degli elicotteri, l’ubicazione delle casermette e l’estensione della recinzione. Le sarà risposto tranquillamente.
Naturalmente stiamo parlando di un contenitore. Quel contenitore produsse storia caro signor Lei. La storia (e lo dico da Restauratore che del passato ha avuto tra le mani manufatti che avevano un’età minima di 2500 anni) era la quotidianità dei documenti, dei dispacci, delle comunicazioni ,che si intessevano con Gioia del Colle, sede coordinatrice di quel Sistema PGM-19 Jupiter.
Quel contenitore produsse anche cronaca e altro tipo di storia. Produsse cronache orali , episodi, amicizie, fatterelli di colore ecc. e una mini storia calcistica( Nel campo dell’aviazione si giocarono diversi campionati di calcio regolarmente iscritti alla FIGC di Potenza). Questi sono documenti di una comunità, quella di Irsina, che con quel Comando, tenne un dialogo.
Ditemi qualcosa che vi somigli di Tolve, perché faccio fatica a comprendere.
La storia che è fatta di quotidianità certificata, oralmente o scritta, non si può fare con i GPS. E’ un metodo che Ola –Channel ha inaugurato infischiandosi delle autorità Americane e Italiane del tempo per le quali le dieci sedi erano: Matera, Irsina, Spinazzola, Gravina, Altamura (…), Acquaviva, Gioia del Colle, Laterza, Mottola, con una disinvoltura arrogante, senza freni, invasiva.
Certo fare del giornalismo, come voi dite: “….con l’obbiettivo di fungere da watchdog del territorio ovvero da “cani da guardia” un po’ sul modello tradizionale del giornalismo anglosassone”, non dev’essere facile in un ambiente in cui non si muove molto e, se si muove, è faticoso starci dietro, districarsi ecc.
L’ideale sarebbe uno scoop, uno ogni annata, almeno. Ed ecco il titolo: Jupiter, l’ex base missilistica di Tolve e giù a ringraziare Francesco….” È un lavoro molto importante per preservare la memoria storica che cercano di cancellare dalle nostre menti.” Che detto così sembra che quei fetenti, americani e Italiani del tempo, ce l’avessero con chi ? con Tolve?
Ma chi cancella chi e cosa. Detto che la base 8°, con il GPS risulta in territorio di Tolve, per onestà, opportunità, rispetto dell’internauta, e della verità stessa, Voi, non potete non citare (ma se non lo sapete!) il ruolo quotidiano e cioè storico avuto da Irsina. Lo dicono le carte, i documenti, le testimonianze…tutto!
Questo è un tentativo di creare, trapiantare un’altra storia, in quella ufficiale, che nei disegni, strategie dei progettisti non compare, a leggere la documentazione. Si tratta, dalla assenza di descrizione, scritta e orale, di una storia senza fatti, che non ha protagonisti, vicende, contrapposizioni, sconfitte, vittorie: niente.
Una storia muta. Una cosa così, quella di Ola –Channel e quindi di lei sig. Gianni, non è nei canoni della retorica; una cosa che non si descrive è senza senso. Incomprensibile. Di che si parla?
Per quanto riguarda i comici non me ne intendo. Se vorrà parlare di satira le potrò stare dietro.
Cordiali saluti ( per favore si firmi, si mostri.)
Giuseppe basile
Ho letto l’interessante questione. Non potrebbe essere che negli anni questo territorio indicato dalle carte americane nel comune di Irsina, sia oggi passato al comune di Tolve? La mia é solo una domanda. Poi mi chiedo di chi sono i terreni dove oggi é stato realizzato l’impianto solare? del comune di Irsina? del comune di Tolve? di privati? Chi sono poi questi privati
Sig.Giuseppe Basile,
Lei oltre ad essere arrogante, facendo accuse non documentate, credo sia anche disinformato e non documentato. Le carte citate dai rappresentanti della Ola sembrano parlare chiaro.
Però la prego di vedere gentilmente il servizio RAI del 30 agosto 2011, nel quale la conduttrice Grazia Napoli, credo, parla chiaramente di un impianto solare della società Energy-01 nell’area dell’ex base missilistica di Tolve a Macchia Orsino.
Questo é il link per vedere il video:
http://www.facebook.com/pages/Energy-Italia-01/142594392438560.
Se poi lei ha informazioni che la base si trova nel comune di Irsina, per uno “storico “che si rispetti, é d’obbligo citarne le fonti fonti cartografiche e/o documentali, non solo quelle verbali o orali.
Altrimenti chieda scusa alla Ola, ed ai redattori della web TV. In caso non abbia argomenti di segno opposto documentati e documentabili, credo che lei non abbia fatto una bella figura nei confronti dei suoi colleghi e di quanti l’hanno letta affermare, soprattutto con il tono arrogatente, le cose che ha detto. Vorrei però capire che differenza fa dire che l’ex base missilistica si trovi nel comune di Irsina. Ha forse qualcosa a che vedere sulla concessione dei terreni per la realizzazione del solare? La domanda – come diceva quel comico della RAI – viene spontanea……
Il suo silenzio potrà adire ad ulteriore sua arroganza, che certamente non le fa onore e soprattutto non chiarisce la vicenda storica che tenta di spiegare senza prò citare documentazione che invece potrebbe essere molto utile a capire i fatti e la nostra storia.
La base militare si trova nel territorio di Tolve. Abbiamo verificato con i GPS e cartografie (la località in cui dalle carte storiche risulta ubicata la base in questione è Serra Amendola e si trova nel territorio di Irsina, ma l’ubicazione precisa della base risulta nel territorio di Tolve perchè la SP ex SS 277 delimita il confine amministrativo). Il video non vuole cambiare la storia, ma dare spunti di riflessione e come lei dice preservare la memoria storica dando ulteriori elementi di discussione.
Dalla sua email si evince “disprezzo” per gli “ambientalisti”, ma da parte nostra non vi è sentimento di odio contro di chi ha l’abitudine di rivolgersi in maniera maleducata e arrogante.
La Redazione
Lei, lui, Voi state, da ambientalisti, facendo confusione, ciò viene detto come riflessione al vostro invito.
Si sperava fosse pubblicata la mia mail. Solo Lei lui Voi ritenete che la base di lancio n. 8 fosse ” di Tolve…erroneamente detta di Irsina”.
ERRONEAMENTE! Cioè Lei lui Voi,passate sopra le carte dell’amministrazione americana del tempo e di quelle italiane del tempo.
Non c’è da parte Vs. nessuna presa di posizione al riguardo della installazione di pannelli solari su quel documento della memoria.
Non potete sapere, ad esempio, che con un provvedimento amministrativo della regione Puglia quei siti, dalla parte pugliese, diventeranno percorso e itinerario turistico…
Mi dispiace per il tono, che avrei fatto a meno di usare, ma sono inaccettabili almeno due riflessioni, nome e violazione, irrisione, di un documento storico da parte Vostra.
Pubblicate per favore questa mail
Cordiali saluti
giuseppe basile
Grazie Francesco,
sei stato gentilissimo a segnalare il ns video. E’ un lavoro molto importante per preservare la memoria storica che cercano di cancellare dalle nostre menti.
Buon lavoro
La Redazione di Ola Channel
Vi segnalo il sito http://www.basijupiter.altervista.org dove ci sono le schede e la storia di tutte le 10 basi Jupiter installate in Puglia e Basilicata… buona visione!
Azzzzzz!