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Home » Focus, Petrolio - 3 novembre 2010

Le trivelle che inquinano le sorgenti

Un breve viaggio tra omertà e colpevoli silenzi, tra i tanti che abbiamo avuto modo di fare. Silenzio ed omertà: ecco i risvolti sull’inquinamento delle sorgenti nel territorio comunale di Calvello, in provincia di Potenza, dove trivellazioni petrolifere e chilometri di oleodotti che collegano i pozzi con il Centro Oli Eni spa di Viggiano feriscono a morte le montagne del parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, che dopo un processo costitutivo di oltre 15 anni oggi esiste solo sulla carta, per la Regione e le multinazionali. Luoghi ricchi di boschi e sorgenti, inquinati dal petrolio, questa la triste realtà. “Qualcuno ha tolto i rubinetti della sorgente acqua dell’Abete – denuncia l’avvocato Raffaella Forliano di Calvello, da anni impegnata a sostegno del territorio – mentre nessuno osa denunciare le responsabilità del colosso petrolifero”. Il disastro è sotto gli occhi di tutti ma nessuno vuol vedere.


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