La VIA nella storia, isola Fenice [Act 7]

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Le lancette dell’orologio tornano indietro nel tempo, a dieci anni fa quando l’allora Presidente della Provincia di Potenza, Vito Santarsiero, emise un ordinanza di chiusura dell’inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi. All’epoca era la Fiat proprietaria dell’impianto che impugnò quel provvedimento, spuntandola, e continuò la sua opera di incenerimento. Dieci anni dopo la storia si ripete. Ma a tener banco l’intera vicenda è un documento, la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), autorizzata dai ministeri competenti di quel periodo dopo un parere negativo durato un brevissimo lasso di tempo. Nel frattempo per lunghi dieci anni e più le acque sotterranee inquinate, battaglie di cittadini e ambientalisti, gli enti preposti non garantiscono i controlli ambientali, scoppia il caso Arpab con i suoi massimi dirigenti indagati per disastro ambientale.  Mimmo Cancellieri, tra i promotori dello storico Comitato NO a Fenice, oggi Comitato cittadino, accetta di incontrarci, di rispondere a dieci domande come gli anni logorati dal tempo. Una testimonianza, quella di Mimmo Cancellieri, che ci aiuta ad analizzare meglio cosa si nasconde dietro la rifiuti connection lucana.


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