Ricercatori corrotti: zucchero letale ma le industrie pagarono gli scienziati per non far pubblicare gli studi

Ricercatori corrotti: zucchero letale ma le industrie pagarono gli scienziati per non far pubblicare gli studi

Fino a qualche tempo fa se ne ignoravano gli effetti perché le industrie pagarono prima i ricercatori e poi gli esperti della comunicazione per nascondere gli effetti negativi degli zuccheri. Sembra una leggenda metropolitana ma non lo e a svelare i dettagli di questo raggiro di massa, in una notizia che sta facendo il giro del web e dei social, è stato il New York Times, poi ripreso dall’Ansa.

zucchero letalePer decenni, dunque, la ricerca si è concentrata solo sui grassi ignorando invece gli effetti negativi dello zucchero sul sistema cardiovascolare e sul rischio obesità. Il grande bluff è stato svelato da un’inchiesta di uno dei più importanti quotidiani americani che ha raccontato l’accaduto con dovizia di particolari.

I documenti risalenti all’epoca, sono peraltro stati pubblicati sulla rivista Jama Internal Medicine. I documenti, analizzati da alcuni esperti dell’Università di San Francisco, dimostrano che una gruppo chiamato Sugar Research Foundation pagò tre medici dell’università di Harvard con l’equivalente di 50mila dollari attuali per pubblicare una review, un articolo in cui si riesaminano studi precedenti su un determinato tema, sull’alimentazione e i rischi cardiovascolari.

Questo – sottolinea Stanton Glantz, uno degli autori del nuovo articolo pubblicato sulla rivista di medicina  -, riuscì a dirottare la discussione sugli zuccheri per decenni.

Alimenti pieni di zuccheri, e tanto nocivi quanto quelli ricchi di grassi, sono stati quindi commercializzati in libertà, senza una normativa che regolasse l’etichettatura o che avvertisse dei possibili rischi. Anche in tempi più recenti, ricorda il New York Times, ci sono stati diversi tentativi di sminuire il rischio dovuto agli zuccheri.

Lo scorso anno proprio il quotidiano scoprì che la Coca Cola aveva finanziato con milioni di dollari ricerche su questo tema, mentre lo scorso giugno l’Associated Press ha dimostrato che alcune industrie alimentari avevano finanziato uno studio che dimostrasse che i bambini che mangiano caramelle pesano meno degli altri.

Studi che, al pari di quelli pubblicati negli anni Sessanta, si sono rivelati pilotati. È per questo che diventa sempre più importante la deontologia di ogni categoria professionale: dai giornalisti che divulgano i lavori scientifici e che spesso si trovano in difficoltà ad appurare quanto riferito loro dai ricercatori, a chi scrive su riviste specializzate che dovrebbe essere, per eccellenza, una fonte autorevole.

Ma non solo il potere economico delle industrie alimentari resta un elemento oltremodo difficile da contrastare. A farne le spese, come sempre, è la verità con gravissime conseguenze.

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